Note 759 — LIBRO OTTAVO. STORIA DELLA CITTÀ DI ROMA NEL SECOLO DUODECIMO. (continued 4)
Renato Manzato translation
Il Cod. Vat., fol. 200 b, porge notizie di Urbano III e di Gregorio VIII. — Mox dictus pontifex cum tota curia praecedentibus Leone Monumenti et Anselmo ad Pisanam civitatem pervenit. Leone di quel cognome s’incontra già prima dell’anno 1177; chè il Chron. Altinate (Arch. Stor., VIII, 183) annovera nel catalogo dei presenti alla pace di Venezia: Leo de Monumento, Romanus Princeps, cum hominibus XVIII. I Gesta Innocenti III, c. 23, lo chiamano parente di Ottaviano vescovo di Ostia, che (secondo l’Ughelli, I, 67) era della famiglia Poli e congiunto di Innocenzo III. Indi ne parla, nell’anno 1207, il testamento del cardinale Gregorio de Crescentio (Galletti, Prim., p. 335). Un casale dava il cognome alla famiglia de Monumento, ma l’origine ce n’è ignota. Nel 1226 trovasi il Comes Octavianus de Monumento nella Bolla data da Onorio III pel Vescovato di Ostia, dat. Lateran. Nov. April. A. X (Mscr. Vat. 6223). Lo stesso Onorio concede nell’anno 1217 al convento di san Tomaso sul Celio, Turrim quae dicitur Monumentum, ubi dicitur Statuarium (ch’era vicin Sette Bassi, presso la via Appia): Bullar. Vat., I, 100 sgg. Il Töche, l’imperatore Enrico VI, Lipsia 1867, p. 61, conchiude da un Diploma di Enrico VI, dato a favore di Leone de Anguillara, che questi formi una sola persona con Leone de Monumento; ma è un’asserzione non comprovata: i documenti non confondono mai i nomi. I De Monumento erano una famiglia a sè. Così nell’anno 1221 vien detto: Petrus Frajapanis Romanor. Consul Almae Urbis, et Maria de Monumento quond. Enrici Frajapanis uxor (Borgia, Velletri, p. 263). Ancora nel 1279 io trovo Angelus de Monumento (Archiv. Flor. Rocc. di Fiesole).