Note 729 — LIBRO OTTAVO. STORIA DELLA CITTÀ DI ROMA NEL SECOLO DUODECIMO. (continued 4)
Renato Manzato translation
Card. Aragon., p. 462, e Romualdo, p. 210, il quale erroneamente scrive Gionata a vece di Raino. Raino aveva prima ricevuto in permuta Monte Fiascone e san Flaviano da Giovanni prefetto, cui tempo innanzi gli aveva dati in pegno il Papa: ma in quelle terre Raino non fu accolto. Il documento degli 8 Agosto 1170 (in Cencio, fol. 261) dice: Ego Rayno fil. quond. Tholomei de Tusculana — dimitto vobis dno meo Alex. Pp. — et S. R. E. — civitatem Tusculanam cum arce ejusdem civitatis — Et ab hac hora in antea potestatem habeatis in ea intrandi, tenendi, possidendi, disponendi, laborandi, fruendi, placitandi, infeudandi. Vedi anche il Watterich, II, 415. — Nell’anno 1174 lo stesso Raino diede il Castrum Algidi in ipoteca al Papa che gli aveva dato duecento libbre a prestito (Cencio, fol. 115). Si noti quanto prestamente cadde in rovina la casa dei Tusculani.