Note 721 — LIBRO OTTAVO. STORIA DELLA CITTÀ DI ROMA NEL SECOLO DUODECIMO. (continued 4)
Renato Manzato translation
Goffredo, testimonio oculare (De Gestis Frid.), ne la descrive (sic ubi Roma tacet, gloria nostra jacet), e parimenti fa il Morena. La Cronica Piacentina (ediz. dell’Huillard, Parigi 1856): descendit pluvia, quae appellatur Basobo mense augusti. La mal’aria (intemperie aëris) parve allo Scrittore degli Ann. Cameracens. (Mon. Germ., XVI) esser simile ad un’immane nube nera, che di repente coperse la vallata vicina a Monte Mario: in quella valle sarebbero morti Rainaldo (passò di vita al 14 di Agosto, e gli Annales Egmundani, a. 1167, gli dedicano un eccellente elogio) e settemila Tedeschi; in Roma ne sarebbero morti ventimila. Anche gli Annal. Palidenses dicono: Innumeram moltitudinem praecipue Romanor. stravit, quippe muris inclusi. Alla siccità dell’estate susseguì un inverno tanto crudo, che ne gelò il lago Fucino (Chron. Fossae Novae).