Note 710 — LIBRO OTTAVO. STORIA DELLA CITTÀ DI ROMA NEL SECOLO DUODECIMO. (continued 4)
Renato Manzato translation
Della battaglia di Monte Porzio: Sicardo (Chron., p. 599, nota 18): Theotonici — apud Montem Portum invadunt; Gottfried (De Gestis Frider., p. 41): in monte de Porcu; Chron. Urspergens., p. 224: apud Montem Porcum. Anche Giov. Villani scrive: Monte del Porco. Del giorno, 4 Kal. Junii, dies lunae Pentecostis oppur Feria 2, danno conferma la lettera di Rainaldo, la Cronica del Marangone, le postille marginali del Cod. Farf. Vatican. 6808, gli Acta Pontif. in Cencio, gli Annali di Erfurt, di Magdeburgo ecc. I Romani uscirono la domenica di Pentecoste a porsi in ordine di battaglia. Gli Annal. di Magdeburgo dicono che fu fatto prigioniero filium cujusd. Ottonis Frangepanis quem multis pecuniis redimere volentibus non reddiderunt. Rainaldo scrive: Romani miserabiles a Tusculano usque Romam per omnes vias, per omnes agros, sicut pecora, tanta strage jugulati sunt, ut occisorum numerus supra IX aestimetur millia. Egli e l’Arcivescovo di Magonza avrebbero fatto soltanto cinquemila prigionieri; e i Romani medesimi avrebbero detto: de XXX millibus vix duo millia in urbem rediisse. Gli Imperialisti (come Ottone de S. Blasio e Sigeb., Auct. Aquicinct.) esagerano il numero de’ morti fino a quindicimila. Sono più esatti gli Italiani, i quali variano dai sei ai duemila.