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Storia della città di Roma nel medio evo, vol. 4/8

Note 682 — LIBRO OTTAVO. STORIA DELLA CITTÀ DI ROMA NEL SECOLO DUODECIMO. (continued 4)

Renato Manzato translation

Ne tengono nota gli Atti di Bosone suo camerario, nel Card. Aragon., p. 445. Maggiori notizie trassero da quelli Albino e Cencio. — Odone De Poli, parente dei conti de’ Marsi, cedette al Papa tutte le sue castella, che erano beni rubati alla Chiesa, e li riebbe in feudo da essa, diventandone vassallo. Erano queste terre: Poli, Faustiniano, Anticuli, Rocca de Nibli, Monte Manno, Gadabiolo (Guadagnolo), Sarracinisco, Rocca de Muri, Castellus Novus; vedasi qual cumulo di beni fino da allora mettessero insieme i Baroni (Doc. in Cencio, fol. 107, dei 7 Gennaio 1157; nel Murat., Antiq., I, 676; nel Theiner, I, n. XXII). — Simili contratti di natura feudale concernono Tusculo ed il Castrum Mons Sci Johis in territorio Campanino (Monte san Giovanni sul Liri), che ancora era posseduto da Longobardi della casa di Aquino: di più, Raiano, Sculgola, Corclanum, Orvieto. Di pochi Pontefici come di questo Cencio conservò tanti documenti.

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