← Table of contents
Storia della città di Roma nel medio evo, vol. 4/8

Note 771 — LIBRO OTTAVO. STORIA DELLA CITTÀ DI ROMA NEL SECOLO DUODECIMO. (continued 4)

Renato Manzato translation

Il viaggio di Riccardo è descritto con nomi storpiati da Rogero Hoveden, p. 667. Da Pisa a Talemude (capo Telamone), a Porte Kere (Cere), avanti a Cornet Civitatem (Corneto) a Senes la veile (significa Civitavecchia, quantunque sia mal chiamata con quel nome, onde il Villani appella Siena), a Le far de Rume (faro di Roma), poi nel Tevere. Alla sua foce il Cronista tiene nota di una bella torre solitaria e di grandi ruine di mura antiche (di Ostia e del porto di Trajano). — Ai 26 di Agosto, per terra, lungo un bosco quod dictur Selve dene (di Ardea); lo attraversa per ventiquattro miglia, una via marmorea ad modum pavimenti facta (la via Severiana, che a quel tempo era ancora conservata in buono stato): indi il viaggio prosegue per Castel Lettun (Nettuno e Anzio) dov’è un porto che in antico fu coperto di rame: poi vicin Cap de Cercel (Circello) sulla cui cima è una rocca di pirati; finalmente a Terracene ed a Garilla (Castel Garigliano) ed al Castel Le Cap del Espurun (forse Sperlonga). Hic est divisio terrae Romanorum, et terrae regis Siciliae in illa parte, quae dicitur principatus Capuae. Pertanto a quel tempo lo Stato della Chiesa si spingeva dentro nel Napoletano più di ciò che fosse negli ultimi tempi.

Explore with AITake your curiosity a little further.

Reading settings