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Storia della città di Roma nel medio evo, vol. 4/8

Note 662 — LIBRO OTTAVO. STORIA DELLA CITTÀ DI ROMA NEL SECOLO DUODECIMO. (continued 3)

Renato Manzato translation

Due mesi dopo che io aveva scritto (nella prima edizione) questa pagina, lessi in una relazione da Loreto, dei 18 Febbraio 1862: «Ai 13 di Febbraio pei canti della città si appiccarono dei manifesti ne’ quali era detto: «Viva il Papa non Re! Viva Arnaldo da Brescia! Viva il clero liberale!» Due scritte «Viva Arnaldo da Brescia», a gran caratteri, si affissero financo sulla facciata del duomo.» Questo era avvenuto in conseguenza della risposta data dal cardinale Antonelli a certi dispacci francesi; e in parecchie città d’Italia n’erano stati provocati segni di protesta contro il dominio temporale. — Intorno alla Pasqua del 1862 leggeva poi che a Firenze si aveva fatto proposta di erigere un monumento ad Arnaldo (a). — Forse il solo dramma nazionale che possiedano gli Italiani è l’Arnaldo da Brescia del fiorentino Giovanni Battista Niccolini.

(a) Ed uno gliene fu innalzato nell’anno 1868 a Desio, nella villa Antona-Traversa. (N. del T.)

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