Note 658 — LIBRO OTTAVO. STORIA DELLA CITTÀ DI ROMA NEL SECOLO DUODECIMO. (continued 3)
Renato Manzato translation
Geroh di Reichersberg, De Investig. Antichr., I (Gretser, Prolegom. ad scriptor. adv. Waldenses, c. 4), accagiona espressamente il Prefetto urbano della morte di Arnaldo: A praefecto Urbis Romae de sub eorum custodia — ereptus ac pro speciali causa occisus ab ejus servis est. Maximam siquidem cladem ex occasione ejusdem doctrinae idem Praef. a Romanis civibus perpessus fuerat. Io interpreto questo passo (di cui vo debitore al Papencordt) mercè un documento dei 17 Luglio 1158: il Prefetto (Pietro) e Giovanni e Ottaviano fratelli suoi, da Viterbo, fanno quitanza al Papa di averne ricevuto 1000 marchi, e dicono averne conseguito in pegno i redditi di Civita Castellana ecc., a compenso de damno castrorum, domorum — occasione guerrae quam habuimus cum Pop. Romano pro Roman. Ecclesia (ne è informato anche Vincenzo di Praga): il Papa promette eziandio di far restaurare le loro case nella Città. Il Praefectus, Johannes Praefecti et Octavianus germani fratres, Petrus, Johannis, Johannes Caparrone (tutti proprietarî di beni a Viterbo) e Petrus de Atteja (a Nepi) compongono la famiglia dei Prefetti di Vico e di Viterbo (Murat., Antiq., IV, 31; Theiner, I, XXV).