Note 631 — LIBRO OTTAVO. STORIA DELLA CITTÀ DI ROMA NEL SECOLO DUODECIMO. (continued 3)
Renato Manzato translation
Carissimo Dei gr. F. Wetzel ad summa animae et corporis laeta undique proficere: Ep. 384 (nel Martene, II). Wetzel era forse svizzero, e venuto a Roma con Arnaldo. Se nella lettera si parla di gens vestra, non è questo buon motivo per argomentare che egli fosse romano. Ceterum quod consilio clericorum et monachorum, quorum doctrina divina et humana confusa sunt: è in tutto e per tutto il linguaggio che udimmo ai dì nostri. Financo le parole, citate nella lettera, che san Pietro disse nella ordinazione di san Clemente, e le sentenze di san Girolamo, furono anche al nostro tempo allegate nuovamente allo stesso scopo. Però la breve lettera di Wetzel è più penetrativa che tutta la pedantesca dissertazione (Pro causa italica, Firenze, 1860) di un ex gesuita, il quale ha scritto tre volumi in folio sul dogma della Immacolata Concezione. Ciò che Wetzel dice della donazione di Costantino (mendacium illud et fabula haeretica — ita detecta est, ut mercenarii et mulierculae quoslibet etiam doctissimos super hoc concludant) dimostra che a quel tempo si disputava del dominio temporale anche in piazza del mercato.