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Storia della città di Roma nel medio evo, vol. 4/8

Note 605 — LIBRO OTTAVO. STORIA DELLA CITTÀ DI ROMA NEL SECOLO DUODECIMO. (continued 3)

Renato Manzato translation

Per noi i denari pontificî cessano con Benedetto VII (morto nel 984). In tutto il secolo undecimo non v’ha che un solo denaro di Leone IX, ed un altro attribuito a Pasquale II. Per la qual cosa nella lacuna delle monete pontificie fino a Benedetto XI (morto nel 1304) subentrano (secondo il Floravante, Antiqui Romanor. Pontificum Denarii) le monete del Senato. Tuttavolta in documenti posteriori alla costituzione del Senato io trovo solidi papae distinti da denari Senatus (Mittarelli, IV, n. 53, n. 98); ed io credo che anche i Papi in sulle prime battessero moneta. I denari del Senato erano allora chiamati solidi bonorum provisinorum Senatus (il nome non deesi far derivare da provisiones o redditus, bensì dalla città di Provins in Sciampagna), ossia si contava a librae bonorum, o parvorum, parvensium Senatus. Ritiene il Floravante che i denari del Senato antichissimi sieno quelli colla leggenda ROMAN. PRINCIPE (che faceva contorno all’effigie di san Pietro), e dall’altra faccia colla scritta SENAT. POPUL. Q. R., attorno all’effigie di san Paolo. Altre monete di quell’età erano dette affortiati (d’oro forte, ossia puro), Scyphati, Marabotini (maravedis), Malechini (nome arabo che deriva da Malech), Romanati (nome bizantino) ecc. Vedasene il Ducange.

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