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Storia della città di Roma nel medio evo, vol. 4/8

Note 554 — LIBRO OTTAVO. STORIA DELLA CITTÀ DI ROMA NEL SECOLO DUODECIMO. (continued 2)

Renato Manzato translation

I Massimi compaiono la prima volta nel 1012 con Leo de Maximus (Nerini, p. 320); così nel Chron. Farf. p. 560: Leo Dativus jud. de Maximo. — I Sant’Eustachio, del quartiere prossimo a quella chiesa, compaiono primamente nell’anno 987 con Leo Sancti Stati (Nerini, p. 383). In documenti del secolo undecimo i Saraceni e i De Franco appellavansi de Eustatio: assai di spesso incontrasi Henricus de S. Eustachio. — Coi Papa erano congiunti per via di maritaggi gli Scotti e i Romani. Anche i Brazuti (da Giovanni Bracziutus del tempo di Gregorio VII) erano parenti degli Scotti. Le loro torri s’ergevano in vicinanza di ponte Sisto. A parte Transtiberim ad pontem Antonini non multum longe a Turre heredum Johannis Brazuti (a. 1073, Mscr. Vat. 8051, p. 13). A. 1227 Johannes Braczuti de Scotto et Comitisse filie ejus (ibid., p. 40). — Da parte loro i Tebaldi e gli Stefani formavano un parentado; spesso trovasi Stefanus de Tebaldo — Stefanus Stefani de Tebaldo.

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