Note 537 — LIBRO OTTAVO. STORIA DELLA CITTÀ DI ROMA NEL SECOLO DUODECIMO. (continued 2)
Renato Manzato translation
Utinam, inquam, miserabilis atque infelicis Tusciae partes felici vestro imperio cum adjacentibus provinciis adjungerentur, et res perditissimae pacifico regni vestri corpori unirentur: pari discorso di quello che fu tenuto ai dì nostri; e re Vittorio Emanuele può con qualche compiacimento specchiarsi nella storia di Rogero. Le parole riferite, scriveva a Rogero l’abate Piero di Cluny (Baron., a. 1139, n. 20), irritato perciocchè, tornando in patria nel 1134 dal Concilio di Pisa, fosse stato svaligiato da ladri in vicinanza di Luni. — Rogero, da quell’astuto che era, si guadagnò le buone grazie degli Ordini religiosi francesi, financo di san Bernardo, poichè fece venire in Sicilia monaci Cisterciensi.