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Storia della città di Roma nel medio evo, vol. 4/8

Note 481 — LIBRO OTTAVO. STORIA DELLA CITTÀ DI ROMA NEL SECOLO DUODECIMO. (continued 2)

Renato Manzato translation

Scrivevasi Fregapane, Frayapanus, Frajapanis, Frajampane, Phrigepanius, Frangipane, Frangenspanem. Nella donazione di Matilde vien detto: in praesentia Centii Frajapanis, che è il figliuolo di Leone. In santa Cecilia nel Transtevere esiste un’antica lapida mortuaria coll’iscrizione: S. IOHIS FRAIAPANIS (marito di donna Bona e padre di Cencio secondo). Un’altra lapida, che è in quella stessa chiesa (vi sono rappresentati l’imagine del morto e lo stemma con quattro leoni rampanti, disposti in quattro quarti, ma senza il pane), dice: HIC IACET GVIDVTIVS FRAYAPANVS CVIVS AIA REQVIESCAT IN PACE. Da Cencio il Panvinio fa derivare il ramo della famiglia De Gradellis; nel Nerini (n. XXVIII) compare, nell’anno 1243, un Oddo Frejapanis de Gradelle, e vien detto: in porticu Gallatorum ante Eccl. S. Mariae de Gradellis. Nei Mirabilia si nota: Ad Gradellas fuit Templum solis; ed è possibile che ivi s’intenda parlare del Septizonium. Il Porticus Gallatorum del medio evo ben è il Porticus Gallae, di cui parla Pietro Pisano (Vita Paschalis II, c. 16): incerto è poi se lo si debba far derivare dalla chiesa di santa Galla.

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