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Storia della città di Roma nel medio evo, vol. 3/8

Note 379 — LIBRO SESTO. STORIA DELLA CITTÀ DI ROMA NEL SECOLO DECIMO.

Renato Manzato translation

Nos Albericus Domini gratia humilis Princeps atque omnium Romanorum Senator: questo prezioso Diploma dell’anno 945 appartenne al convento dei santi Andrea e Gregorio, le cui carte perirono al tempo della Republica francese-romana; lo publicò primamente il Mittarelli, Annal. Camald., I, App. n. XVI, indi l’Ughelli, I, 1026, e il Marini, Pap. C. — In una Bolla di Agapito II, a. 955 (Marini, n. 28, p. 88), Alberico è chiamato soltanto omnium Rom. Senator, ma io mi ho il sospetto che, nell’autografo, il Princeps non mancasse. Nelle Croniche Alberico talvolta ha nome di gloriosus Rom. Princeps; così nella Destruct. Farf., p. 536; così lo dice sempre Benedetto di Soratte: Albericus princeps Romanus, oppure princeps omnium Romanor. Per verità, in Flodoardo e nelle Vitae Pontif., il titolo Romanor. Patricius sta da solo, ma che i Romani così pure lo appellassero, massime in tempo posteriore, mel dichiara un Diploma dell’anno 983, Cod. Sessor. CCXVII, p. 192, nel cui testo è detto: Tempore Alberici olim Romani Patricii. Il Provana, Studî critici etc. p. 141, chiama non malamente «podestà dittatoria» quella onde i Romani investirono Alberico.

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