Note 370 — LIBRO SESTO. STORIA DELLA CITTÀ DI ROMA NEL SECOLO DECIMO.
Renato Manzato translation
La notizia ne è data da Liudprando. Anche Bened. di Soratte, c. 29, sa dell’assalimento dato al Laterano: Romani in ira commoti unanimiter ad palatium Lateranensis properantes, interfecto Petro marchio, ad apostolicos nullus adtigit. Primamente dice, che Petrus marchio, dopo di aver chiamato gli Ungheri, era venuto di Orta a Roma. Che il Papa finisse per opera di Marozia, lo dice, oltre a Liudprando, anche Flodoardo ad. ann. 929: Dum a quadam potenti femina — Marocia principatu privatus sub custodia detineretur, ut quidam vi, ut plures astruunt, actus angore defungitur; così nei suoi versi: Patricia deceptus iniqua. Il Chron. S. Benedicti: Ab illis occulto Dei judiccio tamen justo vivus depositus est; un’altra lezione: Vivus laqueo confectus est. Una tradizione di Veroli narra che il Papa fosse prima tratto a San Leucio in Veroli, indi in Roma ucciso. Vedi la prefazione dello Statuto di Veroli, nel Liverani, p. 535. — Liudpr.: Ajunt enim, quod cervical super os ejus imponerent, sicque eum pessime suffocarent. Gli Annal. Benevent. (M. Germ. V) in castro jugulatus.