Note 367 — LIBRO SESTO. STORIA DELLA CITTÀ DI ROMA NEL SECOLO DECIMO.
Renato Manzato translation
Fuori del Placito avvenuto a Corneto presso Fermo, dove Waldiperto, a. 910, compare da Vicecomes Alberici Marchionis (Chron. Casaur., Murat. II, 2, 591), e fuori di un cenno delle donazioni di Alberico (Chron. Farf., p. 461), non conosco altre carte che parlino di lui. Alberi genealogici ben noti, e innumerevoli da dopo dello Zazzera e del Kircher, lo pongono a stipite dei Tusculani; ma non mi so di alcun documento che appelli Alberico per Tusculanus. Il Regest Farf. non parla di Conti di Tusculum. Benedetto di Soratte dice soltanto: Marchio Albericus. Gli è dunque assurdo di chiamare senza peritanza Alberico I, conte di Tusculum, come ancor fa il Duret. Per la prima volta nell’anno 999 Gregorio è chiamato Tusculanus; e, soltanto a’ tempi di Ottone III, può parlarsi di Conti di Tusculum. Io ho esaminato attentamente i manoscritti del Galletti, Storia geneal. de’ Conti Tuscul., de Stefaneschi, Papareschi, Normanni (Cod. Vat. 8042 segg.), e mi compiaccio della penetrazione di quell’uomo, il quale a quest’età non sa di Conti tusculani. L’eguale idea merita lode al Muratori, e altresì al Coppi.