← Table of contents
Storia della città di Roma nel medio evo, vol. 3/8

Note 366 — LIBRO SESTO. STORIA DELLA CITTÀ DI ROMA NEL SECOLO DECIMO.

Renato Manzato translation

In un documento dell’anno 1044 vien detto: Foris ponte Salario ubi dicitur due sorore et portu ungariscu: Galletti, Mscr. Vat. 8048, p. 127. Benedetto di Soratte, c. 29, 30, narra che gli Ungheri fossero chiamati da Petrus ch’egli appella marchio. Erat denique Petrus marchiones germanus — papae. Talis odium et rixa inter Romanos et marchio, ut non in urbem Romam ingredi debere: ingressus P. marchio in civitas Ortuense — edificavit castrum firmissimus, et plus magis seviebant romani et amplius P. marchio urbem Romam non est ausus ingredi. Statimque nuntius transmisit ad ungarorum gens — omnium ungarorum gens in Italia ingressi sunt, simul cum P. marchio in urbem Romam ingressus est. Ai tempi di Giovanni XI, egli descrive una battaglia che i Romani combatterono contro agli Ungheri fuor di porta san Giovanni, e dice che indi, in vicinanza di Rieti, Giuseppe longobardo (probabilmente era duce nella Sabina) gli ebbe sconfitti. Pensa il Liverani, che Alberico, fedele al Papa, venisse a dissidio con Marozia, e che egli con Pietro fuggisse a Orta; che poi il popolo uccidesse Pietro in Laterano quando era tornato in patria, e che, allora soltanto, Alberico fosse trucidato in Orta. Però Liudprando contraddice a questa successione di tempo, e il racconto di Benedetto è tutto una confusione. Solo dopo la morte di Alberico Marozia sposò Guido, e solo allora caddero Pietro (928) e il Papa. Ma se Alberico fu discacciato da Marozia e dai così detti Tusculani, poteva egli essere allora, come pensa il Liverani, capo di questa famiglia, conte di Tusculum?

Explore with AITake your curiosity a little further.

Reading settings