Note 342 — LIBRO SESTO. STORIA DELLA CITTÀ DI ROMA NEL SECOLO DECIMO.
Renato Manzato translation
Che Alberico fosse uomo di fortune nuove, e intendesse al principato di Camerino, lo dice il Panegyr. Bereng., lib. II:
Pauper adhuc Albricus abit, jam jamque resultat Spe Camerina. Utinam dives sine morte sodalis.
Questi versi rivelano una storia intiera. Il documento farfense n. 57 (nel Fatteschi) lo appella, intorno al 900, Comes: temporibus Alberici Comitis anno ejus IV, m. Martii, Ind. III. — Ai num. 58, 59, l’anno 914 è contato come suo vigesimo quinto. Lo Scheid, Origin. Guelf., lib. 2, crede che egli avesse sua sede in Orta, di che io dubito appena. Al tempo di Ottone III v’erano perfino dei Marchiones de Orta (ib. p. 138); tuttavolta non m’è noto che un margraviato di Orta esistesse all’incominciamento del secolo decimo. Però ben poteva Alberico esser veramente Comes di Orta.