Note 335 — LIBRO SESTO. STORIA DELLA CITTÀ DI ROMA NEL SECOLO DECIMO.
Renato Manzato translation
Mansi, XVIII, p. 239. Nell’anno 906 un Teofilatto compare da Cancellarius o Saccellarius (Marini, n. 24). Similmente nell’anno 915, in un Diploma di Giovanni X (Placito di Monte Argenteo, di cui diremo più sotto). Nel 927, si trova Theophyl. Cons. et Dux, ed è certamente il figliuolo dello sposo di Teodora (Reg. Subl. fol. 97, Cod. Sessor. del Fatteschi, p. 45). Nell’a. 939, Theophyl. nobili viro (ibid., p. 65). Nella sentenza di Alberico II, del 942, un Teofilatto vestararius è specificato fra gli ottimati di Roma. Di lui e della moglie sua Theodora vestararissa fa parola un’inscrizione sepolcrale che è nel Galletti, del Vestar., p. 46. Per lo contrario, nel 949, troviamo Maroza nob. fem. conjux vero Theophylacti eminent. Vestarario (Cod. Subl. Sessor., 217): potrebbe darsi che fosse stata seconda moglie di lui, oppure che avesse avuto due nomi. Avrei di che citare ancora molti altri Teofilatti, che non appartenevamo alla stessa famiglia.