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Storia della città di Roma nel medio evo, vol. 3/8

Note 648 — LIBRO SESTO. STORIA DELLA CITTÀ DI ROMA NEL SECOLO DECIMO. (continued 5)

Renato Manzato translation

Alessandro morì nell’anno 915. Anon. Salern., c. 133: Nam septuaginta statuae, quae olim Romani in Capitolio consecrarunt in honorem omnium gentium, quae scripta nomina in pectore gentis, cujus imaginem tenebant, gestabant, et tintinnabulum uniuscujusque statuerant etc. Il Preller (Philologus, I, 1, 103) dimostra che questa tradizione è omai nota al Cosmas, del secolo ottavo (Mai, Spicileg. Rom., II, 221): il lettore deve conoscerla sotto il titolo di Salvatio Romae. Più tardi fu messa in relazione con Virgilio. — V’erano dei libri che trattavano delle meraviglie del mondo: prima di tutte era reputato il Campidoglio. Oltre al Cod. Vat. 1984 (saec. XI): Miraculum primum capitolium Mundi, mi riporto al Cod. Vat. 2037, fol. 170 (saec. XIII): Primum miraculum rome fuit sic. Erant ymagines rome tot numero quot sunt gentes etc. Qui la detta tradizione riceve racconto pari a quello che è registrato nei Mirabilia; soltanto che Agrippa non c’entra. I due Codici, Beda, Martino Polono, la Graphia, i Mirabilia si riferiscono ad un libro intitolato Miracula Mundi, noto all’Anonimo di Salerno. Questi però ha di proprio il riferimento in cui è messa la favola con Bisanzio, ed in ciò può cercarsi origine greca. Giusta il Cod. 2037, queste erano le sette meraviglie del mondo: il Campidoglio, il faro di Alessandria, il colosso di Rodi, il Bellerofonte fluttuante di Smirne, il labirinto di Creta, i bagni di Apollo, il tempio di Diana.

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