Note 696 — LIBRO SESTO. STORIA DELLA CITTÀ DI ROMA NEL SECOLO DECIMO. (continued 5)
Renato Manzato translation
Ad Concam Parrionis fuit templum Gnei Pompeji mire magnitudinis et pulchritudinis: Graphia. Il Bernardini spiega il nome con gran ricercatezza da Apparitores; io lo spiego da Parioni, derivati da Parietes, grandi muraglioni ruinati, come Arcioni derivano da Arcus, grandi archi crollati: e lo faccio senza alcuna peritanza sulla scorta di un Diploma dell’850 (Reg. Subl. p. 69, nel Galletti, Del prim., p. 187): terra sementaricia — in quo sunt parietina destructa que vocatur Parrioni: precisamente presso al san Sebastiano. Perciò la Regione Parione deve il suo nome alle ruine, vuoi del teatro di Pompeo, vuoi di un qualche grande monumento; infatti, che un vero monumento per tutto il medio evo si chiamasse così rilevasi anche dalla descrizione in versi della coronazione di Bonifacio VIII (nel Cancellieri, De possessu, p. 25), dov’è detto:
Turri relicta De Campo, Judaea canens, quae caecula corde est, Occurrit vesana Duci, Parione sub ipso
Il Campus è Campo di Fiore.