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Storia della città di Roma nel medio evo, vol. 3/8

Note 567 — LIBRO SESTO. STORIA DELLA CITTÀ DI ROMA NEL SECOLO DECIMO. (continued 4)

Renato Manzato translation

Vedasi il notevole Diploma pontificio dell’anno 1018, nel Marini, n. 42, dato al Vescovo di Porto: quicumque vero presumptor sive Dux, sive Comes, vel Vicecomes, aut cubicularius, vel a nra Aplica sede Missus, aut qualiscumque interveniens Potestas (il «podestà» dei tempi futuri) qua de ipsa civitate Portuense dominatum tenuerit etc. Porto era retto da un Comes, ma un Gastaldo, in qualità di prevosto pontificio, curava la percezione delle imposte; perciò lo stesso Diploma dà a Porto nome di Castaldatus: così, in tanta vicinanza di Roma, compaiono titoli di magistrature longobarde. Nel frammento quot sunt genera judicum l’officio del Comes è denotato manifestamente come qualche cosa di non romano: comes enim illiteratus ac barbarus. Tivoli, Segni stavano sotto a Conti (Murat., Ant., V, 379; V, 773), od anche a Gastaldi (Marini, Annot., n. 31, p. 232); Tusculum, Alife, Orta, Terracina, Traetto sotto a Conti; e Conti sono conosciuti nella Campagna. Per lo contrario, Albano era retta da un Dux (Mur., Ant., V, 774).

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