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Storia della città di Roma nel medio evo, vol. 3/8

Note 573 — LIBRO SESTO. STORIA DELLA CITTÀ DI ROMA NEL SECOLO DECIMO. (continued 4)

Renato Manzato translation

Libell. de Imp. Potest. (p. 770): Erant denique monasteria in Sabinis — seu cetera fiscalia patrimonia intra Romanos fines ad usum imperialem. Nel Dipl. di Corrado II, a. 1027, dato per Farfa (Reg. Farf., 707) è detto: Quidquid de praedicti monast. possessionibus fiscus noster sperare potuerit. Sotto ai Longobardi il fisco era appellato curtis regia; presso ai Carolingi, palatium, quindi, fin da dopo di Lodovico II, fu talvolta chiamata camera. Già sul principio del secolo undecimo trovasi detto camera nostra, per denotare il fisco pontificio; fin dal tempo di Ottone I lo si dice a significare quello imperiale: Privileg. per Subiaco, a. 967; medietatem in praedicto monasterio, et mediet. Kamere nostrae.

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