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Storia della città di Roma nel medio evo, vol. 3/8

Note 560 — LIBRO SESTO. STORIA DELLA CITTÀ DI ROMA NEL SECOLO DECIMO. (continued 3)

Renato Manzato translation

Basta questo a dimostrare, di contra al Savigny, I, 373, che l’ufficio giudiziario del Dativus poteva essere anche transitorio e commesso. È altresì errore, che s’usasse il nome praefectus con pari significazione di dativus (I, 374). Dativus esprime l’ufficio di giudice; gli addiettivi simili a questi: consul et dativus, tribunus et dativus, comes palatii et dativus, nulla hanno a che fare col dativus, ma sì unicamente colla dignità della persona. Il Savigny, I, § 113, non conosce, fuor dell’Esarcato e di Roma, altri dativi che a Pavia e a Milla. Tuttavolta, da documenti si trovano: dativi de civitate Narniensi, e de civitate Hortana (Cod. Farf. Sessor., CC, XVIII, n. 466, a. 1003), e dativi di Tivoli (ibid., n. 453, a. 1003).

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