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Storia della città di Roma nel medio evo, vol. 3/8

Note 531 — LIBRO SESTO. STORIA DELLA CITTÀ DI ROMA NEL SECOLO DECIMO. (continued 3)

Renato Manzato translation

Ugo succedette ad Alberico abate sulla fine del 997: egli accusa sè stesso nella Destructio Farf., c. 17: illo mortuo, veni ego peccator Hugo, non ut legitimus, sed ut abhortivus. L’Höfler, Pontefici tedeschi, I, 130, crede che egli avesse comperato l’Abazia da Giovanni XVI; però è cosa difficile che, essendo così la cosa, Ottone III nel Placito del 998 (Chron. Farf., 492) avesse detto: Qui sibi Imperialis Abbatiae — absque nostro assensu regimen usurpaverat — et quod deterius est, pretio emerat a Romano Pontifice: ciò infatti avrebbe corrisposto a riconoscere Filagato. Gregorio V era accessibile all’oro; vedasi il Placito di Ottone III dell’anno 999 (Chron. Farf. 499), donde si pare che i monaci di santo Cosma se lo avevano guadagnato con denaro.

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