Note 470 — LIBRO SESTO. STORIA DELLA CITTÀ DI ROMA NEL SECOLO DECIMO. (continued 2)
Renato Manzato translation
Hoc solo i. e. Romanorum nomine quidquid ignobilitatis, quidquid timiditatis, quidquid avaritiae, q. luxuriae, q. mendacii, immo q. vitiorum est, comprehendentes... c. 12. Di rincontro a questo passo, dove si dipinge con tanto gravi colori la preponderanza morale che la razza germanica teneva a quella età sopra la romanesca, si ricordi la sentenza di Salviano, il quale, cinquecento anni prima di Liudprando, era costretto a dire: nomen civium Romanorum aliquando — magno aestimatum — nunc — nec vile tantum, sed etiam abominabile pene habetur.