Note 461 — LIBRO SESTO. STORIA DELLA CITTÀ DI ROMA NEL SECOLO DECIMO. (continued 2)
Renato Manzato translation
Et equum aereum pro memoria deauratum et sine sella, ipso desuper residente, extensa manu dextera quae ceperat Regem etc.: Mirabilia e Graphia. Il cavallo di Marc’Aurelio ha un ciuffo di crini in fronte e la fantasia popolare ne ravvisò una civetta: è pur possibile che, in origine, fosse rappresentato uno schiavo di guerra legato e calpestato sotto le zampe del cavallo. Io non dubito che questa leggenda appartenga di già al secolo decimo. Nell’anno 966 si appiccò a quella statua equestre un Prefetto della Città, e nel 1847 si pose in mano a quello stesso Marco Aurelio il vessillo tricolore.