Note 453 — LIBRO SESTO. STORIA DELLA CITTÀ DI ROMA NEL SECOLO DECIMO. (continued 2)
Renato Manzato translation
Io ho comparato il Privilegium di Leone VIII (Ivo Panorm., VIII, 135; Gratian. Decret., 63, c. 23; Mon. Germ., Leg., II, 167) col Cod. Vat. 1984, fol. 192, dove trovasi, a fol. 191, anche quello consimile di Adriano. Esso dà all’Imperatore la podestà di eleggere il Papa, il Re, il Patrizio, i Vescovi ut ipsi tamen ab eo investituram suscipiant, et consecrationem recipiant undecumque pertinuerit — — soli regi romani imperii hanc reverentiae tribuimus potestatem. — Il Floss ha publicato un mscr. di Treviri del secolo undecimo o di quello duodecimo, in cui vuol ravvisare il Privilegium originario di Leone VIII; questo documento mal redatto sembra essere piuttosto una scrittura rettorica. I motivi per cui si rileva mancare l’autenticità al Diploma sono raccolti dal Baronio, dal Pagi, dal Muratori, dal Curtius, dal Pertz, dal Dönniges, dal Giesebrecht. L’Hefele, IV, 592 e segg., non si pronuncia nè pro nè contro, rispetto all’autenticità. Un secondo Privilegio, falsato, di Leone VIII (è nel Baronio e nei Mon. Germ., Leg., II, 168, e concorda colla Vita Leonis VIII, che trovasi in Bern. Guidonis e in Amalricus Aug.), importa che il Papa facesse cessione dello Stato ecclesiastico: è cosa ridicola nelle sottoscrizioni appostevi, ma è meritevole di nota per quel che concerne la delimitazione delle Regioni della Città. Una siffatta cessione dello Stato della Chiesa sarebbe oggidì (1860) la benvenuta per l’autore dell’opuscolo Le Pape et le Congrès.