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Storia della città di Roma nel medio evo, vol. 3/8

Note 431 — LIBRO SESTO. STORIA DELLA CITTÀ DI ROMA NEL SECOLO DECIMO. (continued 2)

Renato Manzato translation

Privileg. Ottonis, nel Cenni, Mon. II, 157; nei Mon. Germ., Leg. II, App. 164; nel Watterich, Pont. Rom. Vitae, I, 18. Il Baronio, che pel primo ne fece subbietto di ricerca (ad a. 962), e il Cenni attestano, che l’autografo, scritto in lettere d’oro su fondo porporino, si conserva nell’archivio del sant’Angelo, adesso in Vaticano: insieme coll’intiera serie delle donazioni, trovasi nel Cod. Vat. 1984, 3833; inoltre nei Gesta Albini e in Cencio. — Il Muratori, Piena Esposiz. etc., il Berretta, il Goldast (Const. Imp., II, 44) impugnano la sua autenticità. Vedasi anche il Giesebrecht, I, 458. La letteratura che vi è relativa, è riferita dal Waitz, Annal. dell’Imp. germ., I, 3, 207. Anche in questo Diploma si conferma alla Chiesa il possesso di Venezia, Istria, Spoleto, Benevento, financo di Napoli con tutti i suoi territorî e colle isole, necnon patrimonium Sicilie, si Deus illud nostris tradiderit manibus: inoltre v’erano aggiunte donazioni di città. Gli articoli sopra i Missi, e sull’elezione e la consecrazione del Papa da farsi in presenza di quelli, sono messi secondo l’ordine dell’antica Costituzione dell’Impero, e dimostrano che Ottone voleva darne conferma.

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