Note 428 — LIBRO SESTO. STORIA DELLA CITTÀ DI ROMA NEL SECOLO DECIMO. (continued 2)
Renato Manzato translation
Le tre recensioni di questo giuramento sono raccolte nei Mon. Germ., IV, 29. In Liudpr. e nel Cont. Regin. non lo si trova; per la prima volta, in Bonizo, ad Amicum (Oefele, Rer. Boicar., II, 800), in Deusdedit, Cod. Vat. 3833, donde passò in Cencius. Lo lessi anche nel Cod. Vat. 1437, fol. 135, nella Vita Joh. XII, con cui incominciano le così dette Vitae di Nicolaus Aragoniae. Spesse volte fu messa in dubbio l’autenticità di questa formula giuratoria: il Dönniges, Ann. dell’Imp. ted., I, 3, seg., 201, la ripudia, specialmente a cagione di quel passo che si riferisce ai Placita. La forma non è superiore al sospetto, ma del tenore non si può accoglier dubbiezza alcuna. Il Floss reputa che tutte e tre le formule sieno autentiche.