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Storia dei musulmani di Sicilia, vol. III, parte II

Note 1328 — CAPITOLO XIII.

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Il Pirro, op. cit., pag. 390, 391, nel dar questo diploma secondo una copia fattane in Messina il 1335, avverte essersi astenuto, al suo solito, di correggere gli errori dell’esemplare ch’egli ebbe alle mani. Molti in vero ve n’ha, e la più parte, a creder mio, debbono riferirsi non al copista del XVI secolo, ma allo scrittore del XII, il quale par non sapesse il latino. Forse egli era di linguaggio greco, come il mostra l’h messa innanzi la r di Luhrostico, in vece dello spirito aspro del greco. Tra le altre cose vi si accenna il confine “allo mizano vallone,” del quale abbiam detto poco fa. Cotesto diploma, contro l’uso costante, porta la doppia data del 6650 e 1142, la quale anomalia, insieme con altre circostanze, mi conduce a supporre che la pergamena latina non sia l’originale, ma un’antica e forse contemporanea versione dal greco.

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