Note 1326 — CAPITOLO XIII.
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Tal mi sembra nel diploma arabo-latino di Morreale, dato il 1182, il nome di monte Kâlbu, “mons qui vocatur Calvus,” onde non sappiamo se si pronunziasse allora calvu o calvo, presso Lello, op. cit., appendice de’ privilegi a pag. 20 e nella raccolta del professor Cusa (non pubblicata per anco) a pag. 198 e 236. V’ha inoltre l»b, “lupo,” a pag. 9 del Lello, e 181 e 205 del Cusa; e La Camuca, presso Lello, pag. 14, e presso Cusa, pag. 188 e 217, dove l’articolo femminile può appartenere al siciliano come ad ogni altro dialetto italico. Ometto, per la medesima ragione, in un diploma del 1156, presso Pirro, op. cil., pag. 1157, la voce bosco, la doppia denominazione di Monte Gibello che comparisce qui per lo primo, e il nome topografico Terroneto de Cretaccio; e nel diploma del 1142, citato qui appresso, la espressione mizano vallone.