Note 1304 — CAPITOLO XIII.
Reading edition
Delle quarantatrè iscrizioni sepolcrali di Sicilia e Napoli ch’io ho preso a pubblicare nella Rivista Sicula, due sole tornano al XIII secolo. L’una edita dal Gregorio, Rerum Arabicarum, pag. 156, con l’erronea data del 539 dell’egira, è in vece del 636 (1238). L’altra, op. cit., pag. 162, porta veramente la data del 674 (1276), ma non è provato punto che la sepoltura fosse stata in Sicilia. Entrambe le lapidi serbansi nel Museo nazionale di Palermo, dopo l’abolizione del Monastero di San Martino e della Casa dell’Olivella, che le possedeano ai tempi del Gregorio.
Un’altra iscrizione dell’859 (1454) pubblicata dal Gregorio, pag. 154, con l’erronea data del 359 e serbata ora al Museo, e prima nella Università di Palermo, o non fu trovata in Sicilia o fu messa, il che mi par meno verosimile in quel tempo, su la tomba di un musulmano morto di passaggio in Sicilia. Su l’altra faccia è intagliato uno stemma gentilizio, fattura del XVI o XVII secolo, il quale era sostenuto su la facciata d’una casa per mezzo d’un anello di bronzo, incastrato proprio nel centro dalla iscrizione.