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Storia dei musulmani di Sicilia, vol. III, parte II

Note 1291 — CAPITOLO XIII.

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Schultz, Denkmaeler, etc., tomo I, pag. 55, e tavola X. La chiesa di Santa Sabina in Canosa, dov’è questa camera sepolcrale, fu dedicata il 1401: nè sembra verosimile che le porte siano state gittate molti anni appresso. I tre cerchi, de’ quali ho fatta menzione, sono formati da un gruppo di caratteri che si replica dal principio alla fine; caratteri di quella scrittura capricciosa di cento forme diverse che mal si è addimandata Carmatica, ed io la chiamerei piuttosto cufica barbara. Ciascun gruppo è composto di cinque lettere, delle quali le due prime sono identiche alle due ultime, ma messe in senso inverso, per far simmetria. E ci si potrebbe scorgere il noto motto l l h (da leggere lillah, cioè “a Dio”), scritto da sinistra a destra e da destra a sinistra, rimanendo comune la prima lettera, come si vede spesso nelle epigrafi dell’Alhambra.

Traduco Amalfi la patria del fonditore ch’è scritta Melfie, perchè ognun sa che in quel tempo si confondeano i nomi di Melfi e di Amalfi; ma egli è verosimile che Ruggiero fosse nato in Amalfi, come i fonditori di varie altre porte di chiese della Bassa Italia, principiando da Pantaleone che gittò il 1076 in Costantinopoli quella della Grotta di Monte Santangelo, pubblicata dallo Schultz, op. cit., tomo I, 242, e tavola XXXIX.

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