Note 1290 — CAPITOLO XIII.
Reading edition
Si confrontino: Gravina, op. cit., pag. 70, 71; Caravita, op. cit, I, 191 segg.; Springer, op. cit., 27 segg., ed un articolo scritto dal signor Fr. W. Unger sul lavoro dello Springer, nelle Göttingische gelehrte Anzeigen, del 1869, pag. 1592 segg.
Il Gravina suppone che la maggior porta di Morreale sia opera di tre artisti, uno de’ quali musulmano: e in vero non sembra impossibile che i modelli di legno adoperati nella forma del getto fossero opera in parte di Bonanno e in parte d’altri artisti innominati. Lo Springer muove il dubbio, se Bonanno fosse nato veramente a Pisa, poichè gli pare di scorger il dialetto siciliano nelle iscrizioni; il quale argomento ribatte l’Unger, ma a spiegare lo stile diverso delle due porte di Morreale mette innanzi la conghiettura d’un’arte che, nata nelle isole Britanniche, sia passata successivamente in Francia, in Germania e nell’Alta Italia, e arrivata finalmente in Puglia.