Note 1096 — CAPITOLO XII.
Reading edition
Si vegga Marryat, A history of pottery, etc., London, 1857, 2ª ediz., in-8º, pag. 14 segg; Demmin, Guide de l’amateur des faïences, etc., 2ª ediz., Parigi, 1863, pag. 208 segg.; e lo stesso autore, Histoire de la céramique en planches phototypiques, Paris, 1869, in fol., in corso di pubblicazione.
In quest’ultima opera, molto notevole per le figure, il Demmin (Livraison XIII, pl. 25), tratta della scuola “Siculo-musulmana.” Sventuratamente il preziosissimo vaso di speziale, che, secondo l’autore, risalisce “audelà de la conquete de Roger le Normand (1058)” (sic) ed ha intorno il collo una iscrizione “en vieil arabe, qui veut dire Gloire au Victorieux,” non è de’ tempi normanni; e la supposta iscrizione, nitidissima nella figura, non dice nulla. Essa non è altro che una seguenza di elif e lam e altre lettere arabiche sfigurate, le quali provano, più tosto che la vecchiaia, la morte o l’assenza della lingua araba nel paese ove fu fatto il lavoro. Forse è del XV secolo, come l’altro della stessa tavola e come un altro della tavola 26.