Note 920 — CAPITOLO XI.
Reading edition
Si legge il testo nella Bibl. arabo-sicula, pag. 580, dove si intendan fatte le correzioni che furon proposte dall’illustre prof. Feischer.
Eccone la traduzione verso per verso:
1.
“Cotesta gazzella adorna d’orecchini Mi canta le nenie quand’io son lungi E quando vede ciò che m’è avvenuto.
2.
Come (s’io fossi in un) giardino variopinto, Quand’ella è meco, non mi cale (d’altro) Poichè per l’amor suo mi consumo.
3.
Il suo volto è luna che spunta: Superbisce quand’ha occupati tutti gli affetti miei, Dond’io mi travaglio.
4.
Sur un tralcio sottile, Si sollazza nel mio lungo dolore, Allontanasi ed io sto per morire.
5.
Sdegnosa, inaccessa a pietà, Non rifugge dal romper la fede, Non ha (per me) che il silenzio.
6.
Tiranna, ingiusta, Mutata da quella che fu una volta; Sì ch’è felicità rarissima a trovarsi con lei!”
Trascrivo tre stanze del testo per dare un’idea del metro:
1.
Wa ghazalin musciannefi Kad retha li ba’da bu’di Lamma rea ma lakeitu.
2.
Mithlu raudhin mufawwefl La obâli wahwa ’indi Fi hubbibi ids dhâneitu.
3.
Waghuhu l-bedru tâli’an. Taha lemma haza wuddi Fainnani kad sciakeitu Fi kadhlbin mohfahefi, ec.
Si ricordino le osservazioni che abbiam fatte nella nota 2 della pag. 738, intorno la scorrezione del testo.