Note 980 — CAPITOLO XI.
Reading edition
Bibl. arabo-sicula, pag. 581. I versi nel Ms. di Parigi, fog. 6 verso.
“Costei che t’ammalia con gli occhi e sembra una huri fuggita dal Paradiso,
Sorridendo ti fa vedere perle e gragnuola, sparse in mezzo all’acceso color della corniola.
La sua bellezza ecclissa la luna del Cielo; e quando tu affisi le sue pupille, ti senti inebriare.
Il viso splende com’oro al par del Sole; il petto e il grembo sono un mucchio di gioielli.
Io le dissi, fuor di me pel dolore, accecato ch’io era da’ raggi della sua luce,
O superba, tu mi respingi perchè ne gioisca il mio detrattore!
Ed ella a me: Io ho un cuor duro, da far malo augurio allo spasimante che prende a gioco l’amore.
E andò via, come la luna nella sua altezza, con superbo incesso, senza voltarsi.”