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Storia dei musulmani di Sicilia, vol. III, parte II

Note 965 — CAPITOLO XI.

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“Cercando sollievo, ei volea porre altra (bella) in vece di So’àd nel nocciolo del suo cuore;

E sperava che, per principio, l’immagine di lei venisse a visitarlo (in sogno): ma il gran dolore gli negò la dolcezza del sonno.

Oh se vi fosse stato il re Ruggiero, quel che fa conoscere agli amici la magnificenza del suo affetto,

Non avrebbe (il poeta) ricusato di bere nella tazza preziosa, il giorno che (So’âd) allontanossi; ma avrebbe visto nell’oroscopo del re la faccia della gloria.

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Pronto a’ doni, com’è pronta l’indica spada ch’ei brandisce a due mani il giorno della mischia,

Rifulge nelle tenebre l’aurora della sua fronte, talchè diresti che la luce del Sole invidia anch’essa questo (eroe).

Egli ha piantata la tenda là dove spuntano i Gemini: le Plejadi e i due grandi luminari gli fan da piuoli;

E quando s’arruffano le cose, allora il suo brando affilato scrive coll’inchiostro suo, in guisa da far tornare bianchi que’ che parean più neri.

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O monarca, roccia di granito su la quale la fierezza tien saldi i pie’;

Tu che, provocato dagli spiriti dei nemici, li disperdi scherzando, percossi dai tagli delle tue spade.”

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