Note 747 — CAPITOLO X.
Reading edition
Tomo II, 250 segg. della traduzione francese. Edrîsi le tolse in parte da Ibn-Khordadbeh, il quale alla sua volta le avea raccolte da autori più antichi. Si vegga la citata traduzione d’Ibn-Khordadbeh, nel Journal asiatique di giugno 1865, pag. 482 segg. con le note di M. Barbier de Meynard, il quale attribuisce a mercatanti musulmani ed ebrei questa descrizione di Roma, degna delle Mille ed una notte, come ben dice l’erudito traduttore. Edrîsi lasciò indietro alcune favole più grosse. Ma ripetè quella del Tevere foderato di rame; l’origine della quale è un equivoco sul flavus Tiber, come lo nota M. Reinaud, Géogr. d’Aboulfeda, pag. 310, 311 nota, poichè sofrah in arabico significa ad un tempo “giallo” ed “ottone.”