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Storia dei musulmani di Sicilia, vol. III, parte II

Note 816 — CAPITOLO X.

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Si vegga la cronica del Salimbeni, il quale lo chiama (pag. 3) “pestifer et maledictus, schismaticus, haereticus et epicureus, corrumpens universam terram”; e altrove (p. 168) gli attribuisce come bestemmia lo scherzo: che Dio non avrebbe lodata tanto la Terra Promessa, s’egli avesse vista Terra Di Lavoro, Calabria, Sicilia e Puglia. Il tedesco frate Alberico (Chronicon, Hannover 1868), gli appone il detto che “Tres Baratores seu guittatores fuerunt in mundo”, cioè Moisè, Cristo e Maometto. Racconta poi che Federico, vedendo un Sacerdote portare l’eucaristia, sclamò “Heu me, quamdiu durabit truffa ista!” La sentenza dei tre “trufatores” è citata anco nella vita di Gregorio IX, presso Muratori, Rerum Italic., tomo III, parte I, 585. E questa frase ha dato origine al supposto che Federigo abbia scritto il famoso e incertissimo libro “De tribus impostoribus.”

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