Note 469 — CAPITOLO VI.
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Cioè, Ottone di San Biagio e Arnoldo di Lübeck. Non dò i nomi degli altri, perchè li ha citati il Toeche, pag. 59, nota 160. Ai quali è da aggiugnere:
Cont. Weingart., Perz, XXI, 474, che accenna alla congiura del 1196, con un “si dice:”
Annales Marbacenses, Pertz, XVII, 166, anno 1195, dove, senza far menzione di congiura, si dice imprigionata la vedova di Tancredi, il di lui figliuolo e tre figliuole, l’arcivescovo di Salerno e dieci magnati, tra i quali Margarito.
Annales Colonienses Maximi, Pertz, XVII, 803, dove non è supposta congiura nel 1195, ma sì bene nel 1197.
Annales Stadenses, Pertz, XVI, 352, dove si fa un cenno, sotto l’anno 1195, della cattura e accecamento del solo Margarito, il quale voleva uccider l’imperatore a tradigione.
Annales Piacentini Guelphi, Pertz, XVIII, 419, anno 1194.
Chronologia di Roberto di Auxerre, nel Recueil des historiens des Gaules, etc., tomo XVIII, 261, 262. Questo scrittore francese contemporaneo, nota nel 1193, che Arrigo, ritornando in Germania, riportò seco la moglie e il figliuolo di Tancredi e alcuni ottimati che aveano cospirato contro di lui; e nel 1196 fa parola di un’altra congiura, dalla quale Arrigo scampò appena e poi “conspirationis auctores horrendo discerpit supplicio.”