Note 670 — CAPITOLO IX.
Reading edition
M. Reinaud, Extraits, pag. 429, su l’autorità di Dsehebi, narra che alcuni Crociati proffersero a Kâmil d’uccidere Federigo, e che il Sultano mandò a lui stesso la lettera originale. Non mi venne fatto di ritrovare questo testo a Parigi, quand’io raccolsi gli altri per la Biblioteca arabo-sicula; ma senza meno, lo avremo ne’ volumi della Bibliothèque des Croisades, che si stampano a cura dell’Accademia delle Iscrizioni.
Matteo Paris, nella Hist. Anglorum, ediz. citata, II, 313, riferisce la voce che i Templari e gli Spedalieri avessero avvisato Kâmil della prossima andata di Federigo da Gerusalemme al Giordano, e che Kâmil avesse mandata la lettera loro all’imperatore. Ma nella Abbreviatio Chronicorum, ediz. citata, III, 259, l’autore messe la postilla ch’eran calunnie dei nemici di que’ religiosi.