Note 281 — CAPITOLO IV.
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Limitando le citazioni com’ho fatto di sopra, le darò per questa battaglia di Negroponto, le cui circostanze non sono state ben determinate fin qui. Ne fanno parola Niceta Choniate e il Cinnamo, presso Caruso, Bibl. sicula, pag. 1163, 1176; la Continuazione di Sigeberto da Gembloux e Romualdo Salernitano, presso Pertz, Scriptores, VI, 455 e XIX, 429; e il Marangone, nell’Archivio Storico italiano, tom. VI, parte II, pag. 18. I Bizantini, al solito, trascuran la data; Romualdo non la dà precisa; la Continuazione di Sigeberto (che il Caruso, op. cit., pag. 951, attribuisce a Roberto del Monte) la segna con l’anno 1154 e aggiugne una circostanza riferita altresì dal Cinnamo, cioè che l’armata siciliana ritornava appunto dall’Egitto, carica di preda. Or come noi sappiamo dal Makrizi la scorreria d’Egitto dell’agosto 1155, così parrebbe a prima vista che star si dovesse alla data della Continuazione, differendola bensì d’un anno. Ma il Marangone, il quale pon la battaglia nel 1158 pisano, dà su la guerra di Guglielmo I nell’Adriatico e su questa di Negroponto tanti e sì precisi particolari, da mostrar che in quel tempo i Pisani teneano ben gli occhi aperti su i movimenti del navilio siciliano. D’altronde tutte le narrazioni portano a credere che la battaglia di Negroponto sia succeduta, non al principio ma allo scorcio della guerra.
Ritengo io pertanto, col Marangone, la data del 1157 comune. Quella coincidenza con le depredazioni in Egitto si spiega benissimo ammettendo due o più scorrerie dell’armata siciliana, delle quali i cronisti d’Egitto avessero notata una sola, la più strepitosa. E così anche si spiegherebbe l’error di data della Continuazione, il cui autore avrebbe per avventura risaputa la grande scorreria d’Egitto del 1151 o 1155 e la gran vittoria navale sopra i Greci al ritorno dall’Egitto, onde avrebbe creduta identica la data.