Note 266 — CAPITOLO III.
Reading edition
“Planche à dessinner” mi pare espressione troppo vaga. Il testo ha “tavola del tarsîm, o, diremmo noi dell’abozzo, dello schizzo o simili.” Come ognun vede, non si trattava di un foglio da disegno, ma di un foglio già delineato, una mappa, sia che fosse graduata soltanto per costruirvi le figure geografiche, sia che vi fosser anco delineati i contorni e segnati i punti principali, per verificarli, confrontandoli con le distanze itinerarie.