← Table of contents
Storia dei musulmani di Sicilia, vol. III, parte II

Note 265 — CAPITOLO III.

Reading edition

Letteralmente “le lunghezze delle distanze e le larghezze di esse;” ossia le distanze in dirittura dei meridiani e de’ paralelli. E in vero, i pratici de’ luoghi non poteano dar che le distanze secondo le vie conosciute e la direzione delle stesse vie secondo la rosa de’ venti; e questo appunto è ciò che noi troviamo nella geografia di Edrîsi; ma i gradi di longitudine e latitudine, si doveano domandare agli astronomi antichi o a’ viventi. Montava poi di verificare reciprocamente le tavole di longitudine e latitudine e le distanze riferite da’ pratici: e questo è appunto ciò che Edrîsi dice essere stato praticato quando il re fece riportare col compasso quelle distanze sopra un planisfero graduato, e ricercare da qual parte fosse l’errore, nel caso di discrepanza tra le tavole e gli itinerarii. Pertanto non mi sembra precisa la traduzione francese, pag. xx: “Ensuite il voulut savoir d’une manière positive les longitudes, les latitudes” etc.

Explore with AITake your curiosity a little further.

Reading settings