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Storia dei musulmani di Sicilia, vol. III, parte II

Note 250 — CAPITOLO III.

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Diploma greco-arabico della Cappella palatina di Palermo, dato del 6651 (1143) e soscritto da Giorgio d’Antiochia. Il Morso che lo pubblicò nel Palermo antico, pag. 302 e il Caruso che aiutò il Garofalo a ristamparlo nel Tabularium della stessa Cappella, pag. 13, lesser male le due ultime parole; e però tradussero Laus Deo, excelso, magno. Correggo su l’originale ch’io riscontrai nell’ottobre 1860.

La diplomatica e la storia ci hanno serbati gli ’alâma di molti principi musulmani. Si vegga a questo proposito Reinaud, Monuments,.... du Musée Blacas, tomo I, pag. 109, e Documents inédits sur l’Histoire de France, Mélanges, tomo II, p. 52; Ibn-Khaldoun, Histoire des Berbères, versione del baron de Slane, tomo I, pag 27, 31, 42; II, 92, 197, 356; Tigiani, nel Journ. Asiatique di agosto e settembre 1852, pag. 163; il Kartâs, ediz. del Tornberg, pag. 190, 202, della traduzione latina, ec. Io ho dato un altro ’alâma nelle note a Ibn-Giobair, Journal Asiatique di marzo 1846, pag. 214, e dettone anco ne’ Diplomi arabi di Firenze, pag. lxviij e ne’ luoghi quivi citati in nota.

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