Note 227 — CAPITOLO III.
Reading edition
Ibn-el-Athîr, nell’anno 484, testo, nella Bibl. ar. sicula, pag. 278, è il più antico che noi conosciamo de’ copisti di quella tradizione. Il Gregorio la cavò, come ognun sa, dal Nowairi, Rerum Arabicarum, pag. 26, e Considerazioni, lib. II, cap. ij, nota 30.