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Storia dei musulmani di Sicilia, vol. III, parte II

Note 81 — CAPITOLO I.

Reading edition

Ibn-el-Athîr, loc. cit.; Baiân, testo del Dozy, pag. 317 e della Bibl. ar. sic., 371, anno 516; Ibn-Khaldûn, Storia dei Berberi, testo, nella Bibl. ar. sic., pag. 487 e nella versione francese, II, 27; Tigiani, Rehela, testo nella Bibl. ar. sic., pag. 394 segg. e nella versione francese, pag. 245 segg.; Ibn-Abi-Dinar, testo, nella Bibl. ar. sic., pag. 536 e nella versione francese pag. 153. Cotesti scrittori, che visser tutti dopo il XII secolo, par abbiano compilata la guerra del 1123 sopra due o tre cronisti contemporanei e su le relazioni ufiziali delle quali si farà menzione. De’ Cristiani abbiam solo Guglielmo di Tiro, citato poc’anzi a pag. 378 in nota. L’Abate di Telese allude alle conseguenze di questa impresa, quando, nel raccontare fatti del 1127, ei dice: “Cumque (Rogerius) ad alias iterum occupandas insulas terrasque attentius persisteret, etc.” Presso Caruso, Bibl. sicula, pag. 259.

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