Note 17 — CAPITOLO I.
Reading edition
Si vegga Ducange, Glossario latino, alle voci amir, admiralius, etc. La voce Amiratus fu usata, credo io, la prima volta da Einbardo, Annales presso Pertz, Scriptores, tomo I, pag. 490, sotto l’anno 801, dove è chiamato così Ibrahim-ibn-Ahmed, l’Aghlabita, emiro d’Affrica. Sicardi vescovo di Cremona, presso Muratori, Rer. Ital. Script., tomo VII, pag. 605, anno 1188, chiama Admiratus il capitan del navilio siciliano e admirandus un emir di Saladino. Marangone, nell’Archivio Storico italiano, tomo VI, parte ij, pag. 18, dà al capitano della armata di Sicilia, l’anno 1158, il titolo di Admiratus e poi di Almirus; Pietro Diacono, lib. IV, cap. xj, presso Muratori, op. cit, tomo IV, pag. 499, fa parola d’un Ammirarius di Babilonia (ossia del Cairo). Le traduzioni latine e italiane del secolo XV, che troviamo ne’ Diplomi arabi dell’Archivio fiorentino, danno le voci Armiratus, pag. 353, 356 e Armiraio, pag. 347, 350 a 354, per significare l’emir di Alessandria; e veggiamo anco in una traduzione del XII secolo, pag. 260, un Admirator galearum, musulmano. Si aggiungan questi al molti esempii che porta il Ducange, e si vedrà che sempre Amiratus, con le sue varianti, rispondeva ad emir. Si ricordin anco Ugo Falcando e Romualdo Salernitano, i quali chiamano Amiratus i dignitarii siciliani di tal nome, ma il primo dà il titolo di Magister Stolii ad un kaid Pietro, che capitanò una volta l’armata siciliana.